Càrtamo
Il càrtamo è un fiore molto colorato. Scopri la sua storia, la tradizione e i suoi impieghi.

Il càrtamo è un fiore molto colorato
Il càrtamo Herbaenia è la ripresa di un sapore che in Italia si è smarrito alcuni decenni fa. Il suo uso si è perso dopo la seconda guerra mondiale, prima era ben noto come Zafferanone o Zafferano dei nonni e presente sulle tavole da nord a sud.
Herbaenia ne propone l’uso dei petali per insaporire molte pietanze e per donare un nuovo colore alla cucina di tutti i giorni. Tra le regioni italiane che ne fanno ancora uso si ricordano le Marche in cui viene anche coltivato e in generale il centro Italia.
È un’alternativa naturale ai coloranti alimentari chimici.


Cos’è il càrtamo
Il Càrtamo (Carthamus tinctorius) o popolarmente detto Zafferanone (Golrang o Kajireh in Iran, Aspir in Turchia, Kusum in India – Hindi, Safflower in Inglese, Kusubha in Filippino), è un fiore dal colore giallo-rosso che si trova anche spontaneo e viene coltivato massivamente in Asia (India, Iran, Kazakhstan, Cina) e America (Messico, USA).
In Europa (Spagna e Portogallo) e altre parti del mondo, seppur diffuso, è meno presente.
Herbaenia lo propone in petali da aggiungere a primi piatti, pietanze di pesce o carne, salse di accompagnamento, infusi e decotti, alcuni dessert.
I suoi principali utilizzi sono tre, insaporitore di pasti salati, dolci e bevande (simile allo Zafferano, ma più gentile), tintura di tessuti, trasformazione in olio generalmente per cosmetica e medicina. L’olio viene utilizzato da alcune industrie del cioccolato.
